riunione di condomio- io e maschere

SVIZZERA 2020

Erano passati circa 4 mesi dall’inizio della pandemia e in estate trovai lavoro in un ristorante. La gente intorno a me pur avendo tutto si lamentava di non aver niente. Mi accorsi che quella negatività stava trasformando la mia persona. Il lavoro mi piaceva, le persone attorno no. Quell’ambiente mi stava trasformando di nuovo in ciò che non ero. Basta un attimo.

Un giorno prima di andare a lavoro mi guardai allo specchio e ci fu una riunione di condominio tra il mio io e le maschere che si erano venute a creare in quel periodo. Perchè quando non riusciamo ad essere noi stessi ci creiamo delle maschere sotto forma di scudo, protezione, solo per sopravvivere, non per vivere. Possono essere dannose se ci si abitua ad indossarle.


L’io parlò per primo e inaugurò il dibattito con una domanda. Ma sei realmente felice per ciò che stai vivendo ?! Neanche il tempo di terminare che le voci degli altri si accavallavano l’un l’altra dando vita al caos.
L’esclamazione assordante di un netto “NO” riprese l’attenzione degli altri. L’io stava imponendo e affermando il suo punto di vista. Gli altri si zittirono e rivolsero tutti l’attenzione all’io, che continuò. “Il lavoro ti piace, ma stai usando una impastatrice non adatta, un forno lento, gli orari e l’organizzazione sono più sballati di un party lover dopo 48h no stop, e la riuscita del prodotto finale non ti soddisfa tanto quanto il salario e le passeggiate nei boschi il giorno di riposo, che sembrano essere l’unica nota positiva.


Per fortuna i giorni di riposo mi mettevo in contatto con la natura, riusciva a darmi in quelle poche ore trascorse in compagnia l’un dell’altro, le giuste dritte sul chi dare ascolto quando quelle riunioni diventavano frustranti dopo tante ore di lavoro. La realtà è che più delle volte sappiamo quale è la cosa giusta da fare, abbiamo soltanto paura di lasciare la nostra zona di “comfort” per andare incontro a un bivio che non sappiamo dove porta perchè non ci siamo mai stati. Chi si trova davanti a un bivio e sceglie di continuare immettendosi sulla strada dell’ignoto è curioso e coraggioso, chi dinanzi ad un bivio decide di tornare indietro si accontenta.


Non mi accontentai, mi licenziai e andai a fare volontariato in una fattoria. Non guadagnavo ma ero vivo.

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