poetry slam: è un anno

Pensieri accartocciati, divampano in fiamme nella notte, insonne, botte da orbi di neuroni in stand by, da un anno, che non vivo, sogni sereni, appesi a una corda di forse domani.

Mani flosce, a penzoloni, come quelle di uno zombie in uno zoo tra politici politicamente scorretti e rincoglioniti inetti ignettati da dosi giornaliere in milligrammi di paura, da numeri e forse si e forse no.

Il cervello sbatte tra le mura di cinta che sopprime la libertà d’essere.

Gli ingranaggi che lo azionano sono rallentati, impolverati, dimentico facilmente cose, il cervello si assenta, se ne va a puttane in una casa a luci rosse di regioni, isolate, svuotate di giovani, idee, ormai loro s’accontentano di mi piace tra tik tok, reel e selfie.

Rincoglioniti pubblicano un vuoto di contenuti esistenziale senza eguali, frammenti di stupida noia, immortalati da video camera in una camera che soffoca la curiosità e l’amore per la vita.

Ma chi cazzo è quell’uomo allo specchio, mi segue da un pezzo e a chissà che prezzo, ma che vuole ?! Sembra pure mi assomigli ma non gli do appigli, mi guarda a volte con disprezzo, a volte con volto da fesso.

Un anno che sembra un’eternità, mai voluta, e tanto meno desiderata.

Un anno all’imbocco di un tunnel senza uscita, la segnaletica la paracula tra qualche giorno, mese, anno, io non ci credo perché la luce lì in fondo ancora non la vedo venirmi incontro.

L’auto stima sia ancora lungo il tragitto, corre fast e furiosa sull’autostrada del sole tra le ole di guard rail oleati da sangue, misto, all’odore dei fiori lasciati dai cari di chi in cambio là gli ha lasciato la vita, di paranoie, tra pare e noie d’un addio che sa d’amaro, è un anno che ci provavo, forse perché t’amavo.

E’ un anno che navigo nel mare, mosso, da una pandemia, la vela d’una calma routine mi porta a largo in attesa d’un’ancora di salvezza.

E’ un anno isolato ma m’accompagno.

È un anno a distanza, ma ancora vicino.

E’ un anno triste e felice, dipende dai punti di vista, vuoi o no è passato.

Lo metto tra gli arretrati di un destino che quest’anno me li ha chiesti tutti in anticipo.

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