Tufo: quartieri macinanti

Allineata schiera di siamesi gemelli in cemento.
Le case ?! Scatole riempite da forme; inanimate, inventate, definite dall’uomo, ideate per dar sfogo all’ingegno che lo disorientano col tempo, ognuna c’ha il posto assegnato con criterio, tutto è apparentemente in ordine lì dentro e noi tutto apposto?!
C’ho il vuoto dentro, casa, e il troppo superfluo intorno.
Pareti di cartapesta come da dpcm mantengono la ragione, l’individualismo a debita distanza.
Uniti solo a quello dei congiunti sotto lo stesso tetto
senza ormai più confronto con l’altro, col diverso.
Confronto ormai patetico quanno succede, parlano solo di quello là.
Scatole di mattoni, rifugio della paura nostra, infondata, quella mentale, quella costruita, quella mediatica, nun la reggae più.
Quando varco la soglia della porta, m’allontano volontario, lontano dalla paura, m’avvicino alla libertà, quella di pensiero, quella che, là, fuori, quanno cammino, essa è veicolo, io passeggero.

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