fuggire- ikigai- perdersi per ritrovarsi

Gola Loch Ard AUSTRALIA 2020

A volte penso che il mio sia solo un continuo fuggire invece che scoprire me stesso.

Mi dico “stai fuggendo, scappando”

Da chi? Da che cosa?

Non riesco a trovare risposte concrete.

Per trovare me stesso e la mia pace interiore continuo a cambiare città, lavoro, ambienti e persone intorno a me, perchè se pur mi insegnano qualcosa non mi fanno sentire a mio agio con me stesso al 100% come vorrei.

A volte mi domando se il problema sono io e se sarò un perenne insoddisfatto o se sono le persone attorno a me o magari è “colpa” del mondo la fuori che è un oceano e per sopravvivere dobbiamo essere squali più degli altri come spesso ci dicevamo con i miei coinquilini a Londra.

Periodi che mi sento perso, solo in questo oceano di insicurezza e me ne resto immobile mentre il tempo scorre, inesorabile.

Ponte Dom Luis I PORTO 2020

Inizio qualcosa e la lascio lì sospesa, per poi magari riprenderla e abbandonarla di nuovo.

Non mi prefisso obiettivi, e se lo faccio ci credo una settimana, un mese e poi mi lascio distrarre dalle cazzate, dalla tecnologia e dal fatto che voglio tutto e subito ma con gli anni ho capito che non è cosi che si ottengono risultati. Ci vuole tempo e dedizione al sacrificio.

Forse ho capito dov’è l’intoppo.

Al di fuori del viaggio come ricerca interiore è che ancora non so cosa voglio veramente da me stesso per il mio futuro e sto cercando di capirlo e di lavorarci su da 5 anni girovagando pe il mondo.

Ieri sera credo di aver fatto un passo in avanti, per caso mi sono ritrovato a leggere un articolo sull‘IKIGAI.

IKI=ESISTENZA GAI=SCOPO

E’ il metodo giapponese per trovare lo scopo della vita.

E’ un metodo caratterizzato dall’incontro di 4 punti che allo stesso modo possiamo ritenere quattro interrogativi da porci:

  1. Ciò che ami fare (!?)
  2. Ciò in cui sei bravo (!?)
  3. Ciò che può apportare un cambiamento positivo al mondo (!?)
  4. Ciò con cui puoi guadagnarti da vivere (!?)

Sentirsi persi, oggi, in questo mondo è normale.

Ieri però ho imparato una piccola lezioncina, ricordarsi di intersecare questi quattro punti è un buon punto di ripartenza per rimettersi in carreggiata e ricordarsi perchè si è con i piedi su questo mondo e ci aiuta ad alzarci dal letto al mattino con le idee ben chiare di come affrontare la giornata e come impiegare le 24h a disposizione per fare ciò che ci faccia sentire vivi.

Un commento

  1. caterina rotondi

    Il contadino pota l’albero dai rami in più, che indeboliscono l’albero..quelli secchi e rovinati,quelli che escono troppo fuori dal centro, quelli più fragili..che non resisteranno al vento forte, i nuovi germogli vicino alla base del tronco..che tolgono forza, le erbacce che creano insetti.
    Tante sono le cose in più da togliere, che danneggiano il vero senso di un obiettivo positivo.
    Indirizzare le forze su pochi obiettivi, ti può garantire un risulato positivo. facendoti sentire protagonista di te stesso, crescendo è scoprendoti nelle tue vere potenzialità, facendoti sentire necessario..nel posto giusto!
    Auguri!!!

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